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F are per caso una scoperta felice. Imbattersi in qualcosa di grande e di importante, ma di cui non si supponeva lesistenza. Da due secoli, da quando lo scrittore Horatio Walpole la coniò per uno dei suoi racconti, una parola inglese, soave e solenne, definisce queste rare qualità, questa sorta di tocco magico: Serendipity. Tenete a mente questa parola e seguiteci. Eccoci sulle rive del Mar Arabico, poco importa quando. Da queste coste salpano i dhows, i veloci velieri capaci di affrontare loceano: le loro rotte portano verso le Indie, e via via verso lOriente più lontano e favoloso, verso il Katai, limmenso Impero al Centro della Terra, verso il misteriosissimo Cipango.
Un marinaio, famoso in tutti i porti, tesse la trama leggera e fantasiosa dei suoi magici racconti: Lho vista apparire alla luce del plenilunio, splendente come un diamante blu, e quando vi sono sceso, mi è sembrato di scoprire come per caso, o per dono di un dio sconosciuto, tutti i tesori della terra... Questa gemma del mare, questisola incantata si chiama Serendib... Ceylon: la sri lanka, lIsola Splendente. Lisola a cui si approda come nel sogno più fascinatore. La più felice scoperta che un marinaio potesse fare sulla sua rotta. Serendib e la sua serendipity: Sri Lanka e il suo mito. Anche oggi Sri Lanka, come ai tempi forse mai esistiti di Sinbad, il marinaio delle Mille e Una Notte, è una tappa tra le più importanti del nostro immaginario più bello.
C eylon è veramente bella. Il suo fascino, certo, non è più quello del mito e della leggenda. In un mondo omologato dalla velocità di comunicazione, gli aeroporti, grandi o meno grandi, tendono ad assomigliarsi tutti, i grattaceli dei centri direzionali ostentano a qualsiasi latitudine lo stesso cemento e lo stesso vetro. Così Colombo, la capitale, mostra quasi sempre il volto caotico di una città dai molti squilibri. Eppure il viaggiatore avvertito coglie subito, non appena entra in contatto con la dolcezza del paesaggio - le spiagge bianche orlate di palme, i quieti villaggi di pescatori, sulla costa; le risaie del paesaggio agricolo, i canali e i tanks, antiche riserve dacqua, scavate da re sconosciuti o dimenticati; i fiumi, le colline e le montagne coperte di giungla; i monumenti e le rovine di trascorse civiltà - che questo paese, questa isola non assomiglia che a se stessa, è ancora una gemma primitiva che il tagliatore non ha ancora ridotto a rigorose geometrie.
Questisola, questa gente dal sorriso appena velato parlano non solo alla nostra fantasia, ma anche ai nostri cuori. I piccoli gesti quotidiani sembrano riti sconosciuti di dei senza nome. Fermati, nostro viaggiatore, a guardare il pescatore appollaiato sul suo trespolo; stupisciti degli elefanti che solenni e quieti sradicano tronchi, sollevano pietre; solleva lo sguardo verso la luna che sorge dietro la cupola bianca della dagoba. Sentirai crescere dentro di te una sensazione mai provata prima: forse di quiete e di serenità. Certo scoprirai un altro mondo. Laggiù, al crocicchio, la piccola statua del Perfettamente Risvegliato svanisce nel crepuscolo. Brillano davanti alla sua ombra le candeline, il gelsomino emana lultimo profumo. Sei fortunato, viaggiatore. La tua serendipity ti ha condotto a Serendib.